Editoriale

Silvia Montefoschi: un pensiero ignorato  silviamontefoschi_04-mi.jpg

16 marzo 2012. A un anno dalla scomparsa di Silvia Montefoschi. Quello che colpisce di più è il silenzio della psicoanalisi italiana. Ad eccezione di un unico, breve, articolo comparso sul Corriere della Sera circa un anno fa a firma di Marco Garzonio, la psicoanalisi italiana misconosce (volutamente?!) una delle autrici più originali, controverse e feconde. E si che di allievi e collaboratori “noti” Silvia ne annovera parecchi, ma non ne facciamo i nomi per non metterli in “imbarazzo”. Pensiamo, infatti, che il silenzio stampa sia spiacevole, soprattutto perché mostra che è più semplice continuare a scrivere su argomenti “già detti” e meno ingombranti: è noto che Silvia Montefoschi è stata esclusa dagli ambienti accademici istituzionali dopo la pubblica testimonianza della sua esperienza personale, che io amo definire “logico-mistica”. Un pensiero che era già ingombrante in precedenza è stato così definitivamente etichettato come “folle” e “inflazionato”. E così, chi a bassa voce dice ancora di averla conosciuta, si limita troppo spesso al primo pensiero della Montefoschi, quello sull’intersoggettività nella pratica psicoanalitica, quello che al massimo raggiunge il 1982, con i libri pubblicati per Feltrinelli.

Ma perché ciò che scriveva Montefoschi era così inquietante? Provo a citare alcuni temi dei suoi scritti e a metterne in luce la creatività e la provocazione.

La sua lettura di Jung era in realtà una ri-lettura. Molto originale, cercava l’anima del discorso junghiano e la sviluppava articolandola in un suo pensiero. In questo senso ha compiuto un’operazione paragonabile a quella di James Hillmann con la sua “psicologia archetipica”, anche se arrivavano a conclusioni, per certi versi, anche opposte. Un libro su tutti: Carl Gustav Jung un pensiero in divenire.

La visione della psicoanalisi era per lei radicalmente relazionale. A partire da L’uno e l’altro, sino a Al di là del tabù dell’incesto, Montefoschi sviluppa la psicoanalisi dell’intersoggettività secondo il metodo dialettico (e non quello sistemico come in alcuni autori americani). Questo la porta a ri-formulare alcuni concetti chiave della psicoanalisi, come quello di setting, transfert e controtransfert, complesso di edipo, neutralità dell’analista, ecc.

Con Il sistema uomo, Essere nell’essere, Il principio cosmico, Montefoschi estende il campo della psicoanalisi dalla cura all’epistemologia della conoscenza umana, dall’ambito personale, all’ambito universale. E’ questo l’inizio di una riflessione ulteriore sul metodo psicoanalitico come processo di pensiero che realizza l’essenza della conoscenza che l’uomo ha del reale. Dalla psicoanalisi la sua riflessione sembra spostarsi verso la filosofia, la spiritualità, la cosmologia, alla ricerca di una logica unitaria.

Gli ultimi scritti, a partire da Dall’uno all’uno oltre l’universo, completano il discorso che Montefoschi ha portato avanti nella ricerca. Gli stati di coscienza dell’essere vivente e dell’uomo, descritti in una prospettiva evolutiva (che per certi versi ricorda il tentativo compiuto anche da Theilard De Chardin) ci rimandano la pienezza (e la grandezza) del pensiero psicoanalitico, ma ci indicano soprattutto la finalità della ricerca e del desiderio di compiutezza che caratterizza l’anima dell’uomo. In queste riflessioni la prospettiva relazionale dell’intersoggettività assume il suo senso più profondo.

Quest’ultimo sviluppo del suo pensiero, congiunto alla testimonianza della sua stessa vita (L’essere vero), corona un altro tema costante nella ricerca della Montefoschi, quello del femminile. Per lei il pensiero femminile deve attuarsi in tutta la sua potenza, affinché possa completare quello maschile che ha caratterizzato lo sviluppo del pensiero lungo la storia dell’umanità. E’ solo a partire da questa coniunctio che si può raggiungere la logica unitaria e la vera intersoggettività, in cui “i due si riconoscono uno” (frase conclusiva de L’essere vero).

CEPEIDE intende contribuire alla conoscenza di questa grande psicoanalista, rompendo il silenzio stampa e pubblicando altri articoli e proponendo i link esistenti sul web.

 

Il Presidente CEPEI

Paolo Cozzaglio

 

 

Silvia Montefoschi: una psicanalista unica
Scritto da Hermes Pizzi   
domenica 18 marzo 2012

Andare da Silvia era un rito. Il percorso che mi portava da lei (abitavo anch’io a Milano) era un condensato di pensieri e di attenta attesa dell’incontro, occasione preziosa per capire sempre di più me stesso e la realtà.

Ultimo aggiornamento ( domenica 18 marzo 2012 )
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Il concetto di anima in Silvia Montefoschi
Scritto da Baldo Lami   
domenica 18 marzo 2012

“In fondo l’anima cos’è? E’ il soggetto”. Con questa sintetica definizione l’autrice chiarisce e chiude definitivamente un dibattito con alcuni suoi allievi proprio sul concetto di anima, suscitato dal radicalizzarsi della sua posizione spirituale in seno alla psicoanalisi.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 22 marzo 2012 )
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Il divenire del femminile in Silvia Montefoschi
Scritto da Mimma Cutrale   
domenica 18 marzo 2012
Ho ripensato a tutto il percorso fatto con lei sin dall'inizio della nostra conoscenza, relativo alla presa di coscienza del mio essere donna, dove ancora la  dipendenza  e il sentirmi assorbita da ruoli femminili-materni erano intensi e abituali. Ruoli che poi nel lavoro costante e puntuale con lei si  sono trasformati e che ora rivedo  e riconosco,  radicati  e limitanti, nel lavoro analitico con le persone, soprattutto donne.

 

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Eventi/News

  • 30-10-2011: JAMES HILLMAN

    Hilmann ci ha lasciato il 27 ottobre 2011.

     

  • 09-04-2011: SILVIA MONTEFOSCHI

    In ricordo di Silvia Montefoschi - pagina sul sito web CEPEI

     

  • 18-07-2008: News LIBRI
    E' disponibile in libreria il libro che raccoglie i seminari CEPEI "Sogno ed Immaginario": DIALOGHI CON IL SOGNO. Incontri diurni e notturni con l'inconscio - Zephyro Edizioni

     

  • 17-07-2008: RECENSIONE

    Bambini Dogon