il simbolismo della croce PDF Stampa E-mail
Scritto da Filomena Rosiello   
giovedý 17 luglio 2008

 “…La mia idea è che il simbolo della croce non abbia preso origine da nessuna forma esterna , ma da una visione endopsichica dell’uomo primitivo…”.

Queste le parole di C.G.Jung alla fine della quinta conferenza della prima sessione  sull’analisi dei sogni tenuta il 6 Novembre del 1929.La croce accompagna l’uomo da tempo immemorabile e ha indubbiamente un grande significato simbolico per tutta l’umanità. Ieri come oggi la vediamo e ritroviamo ovunque non solo negli oggetti materiali ma anche nell’uomo ( quando allarga le braccia) e negli animali (un uccello in volo ad ali spiegate).

Ma che cosa  rende questo simbolo così significativo e in quale rapporto profondo è con l’uomo? Partiamo allora da una rassegna dei popoli e delle culture dove la croce ha una valenza simbolica importante.

Per gli Assiri  , Anu, il dio del cielo è rappresentato da una croce a braccia uguali; inoltre il sole è visto come cerchio a otto raggi che, uniti a coppie formano una croce.

Per gli Egizi la croce Tau rappresentava il fallo e sormontata da un cerchio diventava simbolo di vita e di creazione e, quindi era connesso con Iside o con la donna. Nelle pitture tombali veniva usata per risvegliare il morto a nuova vita.

Mosè ordinò al popolo di tracciare una croce Tau su ogni porta per contrassegnare le case del popolo eletto in modo che non venissero colpite dal Signore. Sempre nella civiltà egizia, un rito di iniziazione ai misteri  consisteva nel legare l’adepto a una croce per tre giorni nella piramide di Cheope e alla fine del terzo giorno veniva portato all’ingresso di una galleria dove, a una precisa ora, i raggi del sole colpivano in viso il candidato che veniva così iniziato da Toth o da Osiride.

La croce della vita acquista così un chiaro significato di rinascita e di immortalità; significato che si estenderà al mondo dei Fenici e con il mondo semitico. La si ritrova ovunque combinata con emblemi del popolo che l’aveva adottata.

Un altro tipo di croce comparsa presto nel mondo mediterraneo è la svastica. Il suo primo ritrovamento sembra risalire al 3000 a.c. perché rinvenuta nello strato più basso di Troia. Prima della nascita di Cristo, la svastica era ormai presente in tutta l’Europa fino ad arrivare in Cina, dove fece la sua comparsa racchiusa in un cerchio come carattere di scrittura introdotto dall’imperatrice Wu (nel secolo 704-684 a.C.).

La svastica era considerata segno solare perché rappresenterebbe il giro del sole; inoltre quando i suoi bracci sono rivolti in senso orario designano il principio di vita, sole e luce (principio maschile) mentre quando i bracci sono rivolti in senso antiorario designa la notte e il principio femminile. Quindi la croce esisteva ben prima dell’avvento del Cristianesimo! Nelle tombe dell’Etruria la croce era composta da quattro falli e a Napoli ne è stato trovato un esemplare ritenuto appartenere a un sacerdote di Priapo,  composto da quattro falli con un cerchio al centro da organi femminili. Per Platone Dio ha diviso in due parti l’anima del mondo, unendola poi con il segno X teso tra cielo e terra e nell’arte antica Ercole viene rappresentato mentre porta sulle spalle due pilastri disposti in modo tale da formare una croce.

Spesso nelle chiese greche si ritrova la croce come elemento maschile sovrapposta a una mezza luna come elemento femminile. Ache nell’America meridionale ritroviamo ovunque la croce a partire dal Messico dove il dio Inetzolcoatl indossava una veste coperta di croci e durante un antichissimo sacrificio di una vergine immolata al dio del mais, i sacerdoti indossavano la pelle della vittima e stavano in piedi con le braccia aperte a formare una croce.

In America settentrionale, i maghi della pioggia  indiani disegnavano sulla terra delle croci  rivolte verso i punti cardinali.

In Africa centrale il rame fuso in lingotti aveva forma di croce. In India la croce è alternata al disco radiato e di Krishna si racconta a volte che sia stato trafitto da una freccia, altre volte che sia stato crocifisso a un albero. I buddisti tibetani avevano l’abitudine di porre la croce agli angoli delle strade e una rappresentazione molto complessa di croce a forma di svastica mentre per i cinesi il simbolo della terra era  rappresentato da una croce a braccia uguali inscritta in un quadrato.

Nel Nord Europa troviamo i druidi che quando una quercia moriva,  le toglievano la corteccia e davano al tronco la forma di una croce.  In Francia, sulla statua di una divinità gallica è dipinta una tunica coperta di croci (come abbiamo visto per il dio messicano).

Per il cristianesimo il simbolismo della croce è legato alla crocifissione di Cristo ma bisogna dire che una serie di divinità appese sono già presenti prima di Cristo (basta ricordare Attis, Odino, Marsia) e l’essere appeso significava essere crocifisso tanto che le due parole venivano usate entrambe con lo stesso significato.

L’imperatore Costantino dopo la sua “visione” dispose che la croce venisse incisa su tutte le monete mentre la croce latina e quella equilatera se dapprima erano presenti ovunque senza distinzione, più tardi diventano una simbolo dell’Occidente e l’altra simbolo dell’Oriente. Nelle rappresentazioni pittoriche la crocifissione compare a partire dal settimo secolo mentre prima Cristo compariva davanti alla croce con le braccia aperte. Rappresentare l’uomo con le braccia aperte ha il significato di mostrarlo senza difese al cospetto di qualcosa di più grande e misterioso.

Nel Medioevo la crocifissione divenne il tema  prediletto della rappresentazione pittorica ma con l’avvento della Riforma, quando la croce venne proposta come rappresentazione del dolore e della sofferenza mandata da Dio affinchè l’uomo si penta, la Chiesa si oppose alle rappresentazioni figurative della croce. L’uomo doveva portare la sua croce e non la croce di Cristo.

L’arte cristiana subì un profondo cambiamento e le rappresentazioni divennero più realistiche e meno simboliche.

Passando da un’epoca all’altra, la croce non ha mai perso la sua forza espressiva e simbolica ma, anzi, ha accresciuto sempre di più la sua importanza. Si può dire che si tratti di un simbolo che possiede una vitalità eterna.

Si può considerare la croce come un simbolo che proviene direttamente dall’interno, dall’inconscio e, come Jung afferma “…Suppongo, perciò, che la croce sia realmente uno spirito: una realtà psichica dell’era paleolitica…” e, più avanti  “…Vediamo perciò che il sole, la vita , il sesso, l’essere umano, la ruota, il martello, l’ascia, tutte queste cose e molte altre ancora sono identiche perché funzionano nello stesso modo. E la croce le simboleggia tutte, le contiene tutte… La croce rappresenta direttamente la vita che ognuno sta vivendo e, poiché è vita, è importantissima…”

Ultimo aggiornamento ( domenica 16 marzo 2014 )
 
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