transfert e controtransfert: applicazioni in psichiatria PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Sassella   
giovedý 30 aprile 2009

Diverse correnti psicoanalitiche hanno considerato la teorizzazione dei concetti di transfert e controtransfert, puntualizzandone definizioni e connotazioni più o meno positive per l’andamento della terapia. In questo articolo, ci si riferisce principalmente alla visione intersoggettiva, secondo cui il nucleo del funzionamento psichico risulta inseparabile dalla matrice relazionale (Dunn, 1995). Pertanto, il transfert è definibile come riedizione dei vissuti più o meno traumatici del paziente nel qui ed ora della relazione ed il controtransfert come risposta emotiva del terapeuta. Questa interazione contribuisce alla progressione verso l’intersoggetività. L’articolo si focalizzerà su un campo applicativo specifico dei due concetti così tratteggiati, indagando le possibilità di renderli strumenti di lavoro non solo in ambito psicoanalitico, ma anche in ambito medico-psichiatrico. Nella pratica clinica psichiatrica, gli interventi di urgenza, tanto quanto quelli di pianificazione dei trattamenti a lungo termine, non possono prescindere dalla definizione di tre elementi essenziali: la alleanza terapeutica, la diagnosi e la terapia (farmacologica e non).Diversi autori (Corradi, 2006; Rossberg et al., 2007) negli ultimi anni hanno cercato di fornire una rilettura delle teorie tradizionali sul transfert e sul controtransfert in chiave clinica, utilizzandole proprio a scopo diagnostico, relazionale e terapeutico.  Innanzitutto, sono state identificate le possibilità applicative del transfert e del controtransfert come elementi costitutivi dell’alleanza terapeutica (Hentschel et al., 1997; Horvath,2000). Infatti, la diade pz.-terapeuta, a prescindere dal contesto in cui si esprime (sia esso la stanza dell’analisi oppure la camera di degenza ospedaliera), fonda le proprie possibilità evolutive sulla vitale e a volte conflittuale espressione dei movimenti emotivi dei soggetti che la compongono. Si genera così il clima emotivo in cui si può configurare l’alleanza terapeutica. La consapevolezza e la riflessione del terapeuta su quanto accade nella progressione del contesto emotivo-relazionale della diade, fin dal primo contatto con il paziente, rimane la chiave per orientare l’interazione verso una collaborazione ed il punto di partenza per la comprensione diagnostica e la pianificazione di un programma terapeutico. Proprio in tal senso, diversi autori (Colson et al., 1986; Betan et al, 2005) hanno riportato in ambito psichiatrico le acquisizioni psicoanalitiche, individuando strumenti per la categorizzazione e la misurazione delle reazioni emotive di medici ed altri operatori coinvolti nei diversi contesti terapeutici. Un esempio per tutti è la scala di valutazione del controtransfert, validata e pubblicata nel 2003 da Zittel e Western, la quale comprende 79 items, da compilare a cura del terapeuta. Questo strumento ha lo scopo di misurare un’ampia gamma di modulazioni del pensiero, dei sentimenti e dei comportamenti espressi dall’équipe terapeutica nell’interazione con i pazienti e può essere utilizzata a scopo clinico, oppure di ricerca. Un’analisi consapevole del controtransfert e una maggior ricettività alle dinamiche transferali portate dal paziente acquistano un valore clinico obiettivabile anche ai fini della formulazione diagnostica, elemento fondamentale nella clinica psichiatrica. Molti studi hanno fornito indicazioni dettagliate sulle sfumature emotivo affettive e sulle modalità di relazione e contatto che caratterizzano certi quadri clinici, differenziandoli da altri sul piano sintomatologico e descrittivo. I più studiati sono i disturbi di personalità, nell’ambito dei quali le numerose sfumature delle dinamiche relazionali condensano nel nucleo delle definizioni fenomenologico-descrittive (Rossberg et al, 2007; McIntyre e Schwartz, 1998; Betan et al, 2005). Infine, l’elaborazione del programma terapeutico, che comprende l’aspetto psicofarmacologico, ma anche l’interazione delle diverse figure professionali (medico, infermiere, assistente sociale, terapeuta della riabilitazione), deriva dalle precedenti acquisizioni e risulta rinforzato nelle possibilità di riuscita dalle riflessioni sul transfert e sul controtransfert. Tali considerazioni hanno una ricaduta pratica evidente e concreta nella psichiatria clinica ospedaliera, quando l’équipe psichiatrica si trova ad accogliere le persone in diversi ambiti (pronto soccorso, ricovero in reparto) e all’interno di relazioni terapeutiche fortemente asimmetriche, il cui esempio più dimostrativo è il regime di trattamento sanitario obbligatorio. In questo caso, il paziente (in condizioni di grave compromissione psichica e di incapacità di fornire un consenso valido alle cure necessarie) si trova a non poter scegliere né il luogo né le modalità di cura, che vengono decise dallo psichiatra, a tutela della salute del pz. stesso. Spesso questo ingenera sentimenti di paura e di diffidenza che possono compromettere l’alleanza terapeutica minando la riuscita della terapia a lungo termine. La presa in considerazione dei reciproci vissuti delle figure coinvolte è di fondamentale importanza ai fini di consolidare un intervento effettuato in condizioni di urgenza, trasformandolo in un percorso terapeutico costruttivo ed efficace anche sul medio-lungo termine. In conclusione, nella pratica clinica psichiatrica, tanto quanto in quella psicoterapica, a prescindere dall’orientamento teorico, una consapevole riflessione sulle correnti emotive che si generano tra le figure coinvolte concorre alla determinazione di esiti terapeutici più favorevoli.

Bibliografia 

- Dunn J..Intersubjectivity in psychoanalysis: a critical review. Int J Psychoanal. 1995 Aug;76 ( Pt 4):723-38

- Corradi RB A conceptual model of transference and its psychotherapeutic application. J Am Acad Psychoanal Dyn Psychiatry. 2006 Fall;34(3):415-39.

- Rossberg JI, Karterud S, Pedersen G, Friis S. An empirical study of countertransference reactions toward patients with personality disorders. Compr Psychiatry. 2007 May-Jun;48(3):225-30. Epub 2007 Mar 29.

- Colson DB, Allen J, Coyne L, Dexter N, Jehl N, Mayer CA, Spohn H: An anatomy of countertransference: staff reactions to difficult psychiatric patients. Hosp Community Psychiatry 1986; 37:923–928

- Zittel C, Westen D: The Countertransference Questionnaire. Atlanta, Emory University, Departments of Psychology and Psychiatry and Behavioral Sciences, 2003

- McIntyre S, Schwartz R: Therapists’ differential countertransference reactions toward clients with major depression or borderline personality disorder. J Clin Psychol 1998; 54:923–931 

- Betan E, Heim AK, Zittel C, Conklin., Westen D: Countertransference Phenomena and Personality Pathology in Clinical Practice: An Empirical Investigation Am J Psychiatry 162:890-898, May 2005

- Hentschel U, Kiessling M, Rudolf G Therapeutic alliance and transference: an exploratory study of their empirical relationship J Nerv Ment Dis. 1997 Apr;185(4):254-62.

- Horvath AO The therapeutic relationship: from transference to alliance J Clin Psychol. 2000 Feb;56(2):163-73

Francesca Sassella, Medico Specialista in Psichiatria, Psicoterapeuta

 

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 13 luglio 2011 )
 
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