Tobie Nathan Una nuova interpretazione dei sogni. Ed. Cortina, 2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Fojeni   
mercoledý 03 luglio 2013

Tobie Nathan

 

Una nuova interpretazione dei sogni

 


Nell’introduzione, l’Autore scrive: “Le riflessioni e le metodiche che ti confido in queste pagine, le ho sperimentate per oltre quarant’anni”, come a volerci preparare ad alcune sue considerazioni messe in evidenza nel testo.

 

Antropologo e psicanalista francese, Nathan è uno dei grandi esperti dell’etnopsichiatria contemporanea.

Egli, condividendo con noi la sua esperienza e le riflessioni che da essa sono scaturite, ci spinge ad un confronto e ad una rilettura delle nostre “certezze” oniriche.

 

Alcune sue decise considerazioni rimettono davvero in discussione le nostre

acquisizioni in questo ambito, soprattutto quelle psicanalitiche:

 

“… è sbagliato pensare,come sostiene la psicanalisi,che il sogno sia innanzitutto l’espressione di una pulsione. E’ invece soprattutto pensiero (che)… come un laboratorio in piena attività, produce incessantemente nuovi scenari partendo dalle idee…” (p.108);

“gli spiriti esistono. Sono fruscii, sono profumi,sono scintille…” (p.11);

“il sogno è simile ad una preghiera” (p.11);

“la funzione dell’interpretazione non è quella di tradurre un testo oscuro,ma di far accadere l’azione della divinità nel mondo degli umani” (p.19);

“ogni sogno produce la trasformazione dell’universo del sognatore - è una regola assoluta!” (p.29);

“il sogno non può essere dunque rappresentazione del passato, è inevitabilmente prefigurazione dell’avvenire” (p.106);

“il sogno può essere origine di malattie” (p.141);

“l’interpretazione (di un sogno) è sempre una predizione (p.191).

 

L’Autore, lungo il corso della sua dissertazione, analizza con destrezza il significato del sogno restituendo particolare rilievo al sogno-incubo, alle dinamiche e ai principi dell’interpretazione riprendendo alcune certezze già definite dagli antichi commentarori (Artemidoro di Daldi, Elio Aristide, Muhammad Ibn Sirin,il Talmud e la Cabala…) e formulando nuove ipotesi per cogliere in profondità il contenuto del sogno.

Nel testo viene dedicata particolare attenzione ai sogni in cui sono presenti incubi.

L’incubo viene ritenuto quasi uno strumento terapeutico,molto simile ad un

ammonimento che viene rivolto al sognatore.

Rifacendosi alle teorie espresse dagli antichi studiosi dei sogni,Nathan sostiene che l’incubo “ è anche uno spazio in cui l’uomo rischia di incontrare esseri di altra natura”(p.43), e ancora “ è come un crocevia dove gli umani possono incontrare esseri non umani che li hanno scelti come preda” (p.44). L’autore non si limita ad analizzare il significato e il contenuto degli incubi, ma propone anche delle cure per affrontarli,eliminandoli.

 

Lascio al lettore scoprire con meraviglia quali possano essere dette cure.

 

Riguardo al senso del sogno, attingendo alle scoperte provenienti dal campo delle neuroscienze, Nathan suggerisce di leggere il sogno come “un meccanismo biologico che permette agli individui di ristrutturarsi ogni notte secondo la loro originaria programmazione e dunque di inizializzarsi nuovamente come soggetti geneticamente unici”(p.57).

 

La funzione del sogno “consiste nel restaurare la persona nella sua unicità” (p.62).

 

Quando espone il pensiero di Freud sul sogno, l’Autore da un lato ricorda che egli “ha preso in prestito molti concetti dagli onirocriti dell’antichità, soprattutto da Artemidoro di Daldi”, dall’altro ricorda che “Freud dimentica quello che in Artemidoro è essenziale, non il linguaggio, non le funzioni corporee, ma la predittività del sogno.

Artemidoro ritiene che l’interpretazione di un sogno debba necessariamente portare ad una predizione” (p.70).

Quest’ultimo concetto (= la predittività del sogno) diventa per Nathan il leitmotiv che attraversa il contenuto di tutto il libro:

 “Il sogno non può dunque essere rappresentazione del passato, è inevitabilmente prefigurazione dell’avvenire”(p.104);

“il sogno inventa nuove strutture,è un’instancabile creatore di mondi possibili… dunque l’interprete di sogni è l’ostetrico dell’indomani”(p.107);

“l’interpretazione fa avvenire il sogno” (p.133);

“l’interpretazione è sempre una predizione” (p.191).

 

Troviamo altre due idee fortemente sostenute dall’Autore:

 

- per interpretare il sogno di una persona bisogna conoscere il corpus culturale di riferimento della persona stessa, onnicomprensivo dei personaggi, dei miti e delle leggende risalenti all’origine del proprio popolo.

A sostegno di questa idea viene proposta una chiave di lettura per alcuni sogni provenienti da persone appartenenti a culture differenti da quella occidentale.

E’ necessario “escludere qualsiasi consultazione  di  qualsivoglia  griglia  di corrispondenze (Dizionari di simboli…) senza prima conoscere il contesto culturale del sognatore, i suoi riti, ivi compresi quelli che egli stesso può ignorare ma che sono patrimonio della sua famiglia” (p.124).

- la necessità dell’interpretazione. Citando la definizione di sogno presente nel Talmud Babilonese “un sogno che non viene spiegato è come una lettera non letta”(p.144), Nathan insiste circa l’importanza che il sogno venga interpretato:

“senza interpretazione il sogno rimane lettera morta” (p.144);

“la realizzazione del sogno, ciò che ne avverrà nella realtà, deriva dall’interpretazione” (p.145).

 

A questo proposito assume particolare importanza la figura dell’interprete che “ è più importante del sogno… (perché) … il mondo scaturito dal sogno avrà le caratteristiche dell’interprete. Così il sogno ci lascia intendere che la natura più profonda, più segreta di una persona dipende da un’altra “(p.147).

Quest’ultima sottolineatura fatta dall’Autore, chiama in causa tutti gli psicoterapeuti e gli interpreti di sogni richiamandoli all’assunzione di una seria responsabilità perché “l’interpretazione di un sogno coinvolge pensieri, teorie, pertinenze che immetteranno il sognatore lungo una rotta precisa. L’interpretazione è un potente timone.” (p.150).

 

A tale riguardo Nathan consiglia vivamente ai sognatori di “non raccontare il proprio sogno al primo venuto. Conviene accertarsi di evitare le persone malevole” (p.150),  perché “com’è colui a cui lo racconterai, tale sarà la sua realizzazione” (p.160).

Qui appare evidente la ferma convinzione dell’Autore circa la predittività del sogno, in quanto le parole dell’interprete portano alla realizzazione del sogno stesso.

 

Nell’ultima parte del libro l’Autore ci propone la sua classificazione dei sogni: qui troviamo indicazioni concrete (alcune “curiose”) per decifrare sogni di avvertimento, sogni a sfondo sessuale, sogni visitati dai morti, sogni nudi.

 

A seguire ricche note e preziosi approfondimenti.

 

Un testo intrigante dove le più recenti scoperte delle neuroscienze si incontrano,confrontandosi, con le sofisticate culture divinatorie africane,sud

Americane e la saggezza degli antichi studiosi di sogni.

 

Delusione,  però,  per non aver trovato alcun riferimento al pensiero di Jung : peccato,  perché alcune delle idee sostenute da Nathan sarebbero piaciute al fondatore della psicologia analitica.

 

MINUTARIO DAL TESTO

 

1. Le riflessioni e le metafore che ti confido le ho sperimentate per oltre quarant’anni. Ho qui riunito l’insieme delle conoscenze sul sogno, la sua natura e funzione e,  soprattutto sui suoi possibili usi. Sappi che il sogno può

diventare, per colui che lo sa interrogare,la luce delle sue notti, una guida nella quotidianità e una difesa contro oscuri pericoli.

2. Il sogno è un evento comune e in gran parte collettivo. Ma è anche un evento privato: nessuno può sognare al mio posto. In questo è simile ad una preghiera.

3. Sono convinto che il solo fatto di sognare implichi un’interpretazione: sognare è sempre ricevere un’interpretazione! Il sogno è anche la presentificazione di un terzo, un personaggio invisibile con il quale è stato stabilito un insospettabile dialogo, all’insaputa dell’Io.

4. La funzione dell’interprete non è solo l’esplicitazione, è soprattutto agevolazione. La sua funzione non è quella di tradurre un testo oscuro,  ma di far accadere l’azione della divinità nel mondo degli umani. In ogni caso è da tantissimo tempo che il mondo è diviso tra coloro che trovano un senso ai

sogni e quelli che se ne guardano bene.

5. Artemidoro spiega che esistono due categorie di sogni: enupnion, traducibile con “sogno” (letteralmente “ciò  che  si produce durante il sonno”) e oneiros, il cui significato è “visione onirica”. Solamente la “visione onirica”,oneiros, inviata dalle divinità,o meglio, in seno alla quale si manifestano entità invisibili non umane,è suscettibile di ricevere un’interpretazione. Gli onorocriti musulmani (‘’0Ibn Sirin, sec.VIII)  aggiungono una terza categoria, quella dei sogni provocati dal diavolo nei quali il diavolo introduce delle tentazioni (“sussurri”). Esiste dunque uno spazio collettivo in seno alla persona,suscettibile di essere invaso da “altri”. E qui parlo di veri “altri”,  non di simili, di altri “me stesso”, ma di esseri di un’alterità radicale: divinità, spiriti, santi, messaggeri o persino diavoli.

6.  Vi è una categoria di sogni manifestamente differenti dagli altri: gli incubi.

Sono caratterizzati da una forte carica ansiosa che può arrivare fino ai terrori

notturni (pavor nocturnus): L’incubo agisce come un segnale arcaico per prevenire un pericolo mortale; consente di percepire con gli occhi chiusi un aspetto del mondo di importanza vitale per il soggetto. L’incubo è funzionale, perché il suo svolgimento può portare alla salvezza del dormiente e poichéogni sogno produce la trasformazione dell’universo del sognatore - è una regola assoluta! - niente è più vicino a una percezione reale che la visione di un terrore notturno. Nell’antichità, i Greci l’assimilavano a un essere, una cavalla, che avesse deciso di ribaltare l’ordine del mondo montando il suo cavaliere, come se questa giumenta onirica approfittasse del sonno dell’essere umano per capovolgere la gerarchia del quotidiano. Un’altra raffigurazione dell’incubo è quella della sfinge: in greco la parola sphynx è l’’equivalente di “angoscia”.

7.  L’incubo è sempre stato un problema. Gli antichi lo tralasciavano, quanto agli psicanalisti, hanno tentato di sbarazzarsene infastiditi dal fatto che contraddicesse la teoria psicanalitica del sogno, finché la loro attenzione è stata attratta dall’incubo post - traumatico. Quando un essere umano subisce un trauma psicologico violento nel corso del quale è convinto,almeno per un

momento,di essere morto - non che egli abbia temuto di morire,ma che si sia vissuto come morto -  egli ne conserva per lunghissimo tempo, a volte per anni, le conseguenze psichiche. Avvenimenti gravi sono capaci di provocare uno stato di stress post - traumatico.

8. Questo stato è caratterizzato da una serie di sintomi fra i quali la depressione, l’irritabilità, le paure, il restringimento dello spazio sociale e, soprattutto, gli incubi, nei quali molto sovente la persona rivive la scena traumatica, esattamente come si era svolta nella realtà. Questo tipo di incubo

offre un varco alla comprensione dei meccanismi generali del sogno.

9.  Gli psichiatri americani invece di seguire la tendenza naturale del paziente

che, dopo alcune notti invase dagli incubi, cerca di evitare il sonno, hanno favorito la moltiplicazione dei suoi sogni. Spesso dopo qualche tempo avevano notato il verificarsi di un sogno risolutorio, da essi denominato “sogno a lieto fine”.

10. Questo conferma che un sogno si dedica necessariamente alla decostruzione delle immagini provenienti dalla realtà; che ripete incessantemente lo stesso processo di decostruzione fino ad arrivare ad una nuova scena; che,quando vi arriva, l’effetto benefico dell’incubo è perfettamente riconoscibile, poiché augura una modifica radicale della situazione che ha prodotto il trauma.

L’incubo può, dunque, rivelarsi terapeutico.

11.  Accade anche che l’incubo si verifichi in assenza di qualsiasi trauma ma basta che sia percepita dal soggetto una situazione di pericolo. Questi tipi di incubi si incontra particolarmente in situazioni professionali: fin tanto che la situazione non è cambiata,fino a che la persona non ha preso pienamente coscienza del pericolo in cui incorre,che non ha ribaltato la sua posizione assumendo un atteggiamento attivo di fronte a ciò che la minaccia, l’incubo si ripeterà ogni sera.

12. Gli autori antichi concordano nel riconoscere durante l’incubo un certo numero di manifestazioni somatiche: il peso,sul petto o sullo stomaco;la sensazione di costrizione; il soffocamento. Gli antichi pensavano che le sfingi si abbattevano sul petto degli sventurati e il loro scopo era l’emissione dello sperma da parte del sognatore. In tal modo il liquido seminale emesso in sogno sarà carpito agli umani da un essere di un’altra natura che ne sarà fecondato e darà vita a nuovi esseri ibridi. Per l’antichità, l’incubo è anche uno spazio in cui l’uomo rischia di incontrare esseri di un’altra natura: l’Islam ha ereditato questa inquietudine e tutte le chiavi dei sogni musulmane attribuiscono la causa di eiaculazione in sogno all’incontro con un essere demoniaco.

13. Da queste considerazioni possiamo desumere le tematiche degli incubi più frequenti: - la paralisi (il sognatore è inseguito ma non può fuggire); questo tipo di sogni allude a situazioni sociali minacciose delle quali la persona non ha pienamente preso coscienza durante la veglia; - la perdita

d’appoggio… sono innumerevoli le situazioni nelle quali ci si ritrova di fronte

al vuoto. E’ come se l’incubo dicesse alla persona: ”Proprio come la tua balia,una volta, ti ha lasciato cadere quando invece avrebbe dovuto sorreggerti  saldamente… anche ora qualcuno sta per tradirti…”; - l’incontro con dei mostri: questi sogni si riferiscono generalmente alle caratteristiche nascoste di personaggi appartenenti alla vita reale del sognatore.

14. L’incubo, a condizione che si verifichi una sola volta, non è una cosa inquietante: a volte può addirittura rivelarsi utile.

15.  Per sbarazzarsi di un incubo, o più in generale di un sogno sgradevole, gli antichi Greci erano soliti, in un luogo aperto, raccontarlo direttamente al sole un po’ come se essi volessero “asciugarlo”. Il mondo musulmano raccomanda rituali di purificazione molto più complessi che includono sempre il chiedere aiuto a Dio e la ricerca di redenzione dei peccati commessi. Alcuni raccomandano di raccontare il proprio sogno davanti all’asse del gabinetto prima di attivare lo scarico dell’acqua, altri di “scioglierlo” nell’acqua o nell’olio davanti ai quali erano state lette una o più sure del Corano e di andare poi a versare il liquido in aperta campagna. Il terzo tipo di pratica richiede di identificare l’entità che ha fatto irruzione nell’incubo, le sue caratteristiche e, se possibile, il suo nome,  al fine di identificare le forze capaci di ostacolare la sua azione.

16. Alla domanda: che cos’è un sogno? la risposta appare evidente. E’ la testimonianza dell’attività mentale durante il sonno. E’ a partire dal1960 che le ricerche sul sonno hanno fatto un balzo in avanti decisivo. L’esplorazione sperimentale ha evidenziato come il sonno si svolga seguendo un ciclo identico in tutti gli esseri umani. E’ stato possibile stabilire l’esistenza di cinque stadi del sonno, che si succedono secondo un ordine specifico, arrivando a costituire un ciclo della durata di novanta minuti. La quinta fase è denominata “sonno paradosso”. Una notte di sonno è costituita dal succedersi di questi periodi di novanta minuti che terminano invariabilmente con uno stadio di sonno paradosso. Tutto ciò è rilevabile nel tracciato elettroencefalografico.  A noi interessa l’ingresso nel sonno caratterizzato da un rallentamento del ritmo cardiaco e da onde elettriche specifiche: durante questo stadio è possibile osservare quelle visioni che accompagnano l’addormentamento, dette “immagini ipnagogiche”. Alcuni incubi sembrano fare la loro comparsa durante questi periodi di addormentamento. Il sonno paradosso, caratterizzato da una totale scomparsa del tono muscolare e da un’attività cerebrale intensa,  vede comparire in maniera ciclica i due fenomeni tipici dei movimenti oculari rapidi e dell’erezione (REM): se si sveglia una persona durante il sonno paradosso si ottengono spesso racconti di sogni.

17. Si deve ricordare che sogniamo con grande regolarità durante la notte, ogni novanta minuti, quali che siano la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra religione, il nostro habitat, il nostro grado di alfabetizzazione, il fatto che crediamo o no nella virtù dei sogni.

18. Resta da capire la funzione del sogno. Le teorie che affermavano l’importanza vitale del sogno per l’individuo sono state contraddette. Le persone prive di sonno paradosso, sia a causa di una lesione cerebrale, sia per l’assunzione di farmaci antidepressivi, possono condurre una vita normale e non presentano turbe né del sonno né della memoria. Secondo Michel Duvet (I paradossi della notte: veglia, sonno, sogno, GB, Padova 1997), il sonno paradosso consentirebbe al cervello di riprogrammarsi conformemente allo schema iniziale incluso nel suo codice genetico. Se questa teoria si rivelasse vera, dovremmo arrivare alla conclusione che il sogno è un meccanismo biologico che permette agli individui di ristrutturarsi ogni notte secondo la loro originaria programmazione e dunque di inizializzarsi nuovamente come soggetti geneticamente unici, nonostante la loro massima socializzazione.

19.  Resta tuttavia una domanda. Per rispondere a quale genere di necessità un tale dispositivo dovrebbe sfociare in fine su contenuti di tipo psicologico, cioè nel sogno? E ancora: i contenuti psichici del sogno conservano le tracce di questa funzione di salvaguardia dell’unità biologica dell’individuo?

20. Secondo le scoperte delle neuroscienze dovremmo concludere che il sonno e il sogno sono attività automatiche, il cui innesco non dipende in alcun modo dalla persona e che il sogno costituisce uno spazio temporale nel quale la persona dialoga con la sua programmazione genetica iniziale, cioè, in un certo senso, col suo “creatore”: il tempo dedicato al sogno non è rivolto verso il passato dell’individuo, bensì verso il suo avvenire. Esso prepara la giornata a venire in modo che sia lui, quel soggetto biologicamente unico, a viverla e nessun altro.

21. Questa chiave di lettura ci porta a rivedere quello che definisco “il culto della persona qualunque”: ho sperimentato, lavorando negli ospedali psichiatrici che il malato contestava era l’essere stato inserito d’ufficio in una categoria, in un gruppo di persone considerate identiche - di essere stato trattato come “uno qualunque” (ecco il senso della domanda fatta al medico: “Ma perché mi hanno rinchiuso insieme a tutti questi matti?”). L’Istituzione indirizzava loro un messaggio del quale essi non potevano ignorare il contenuto: “Voi siete tutti simili e noi vi raggruppiamo in base alla vostra somiglianza”. Il culto “della persona qualunque” pervade e modella la vita sociale.

22. Il sonno paradosso è dunque indispensabile per ristabilire l’unicità genetica di ogni essere umano. Il sogno dimora nel sonno paradosso ed è pertanto probabile che il sogno svolga nell’attività mentale della persona una funzione comparabile a quella che il sonno paradosso compie nei riguardi della sua organizzazione biologica. Sono sempre più convinto che il sogno sia l’esatto contrario della “qualunquizzazione”. La funzione del sogno consiste nel restaurare la persona nella sua unicità.

23. La psicanalisi, grazie all’artificio dell’inconscio, ha espulso i non-umani dai sogni degli umani, convincendo della quasi assoluta solitudine narcisistica dell’uomo nei suoi sogni. Per Freud il sogno è l’espressione deformata, mascherata, la trasposizione in immagini e parole di un desiderio rimosso del sognatore; esso distoglie l’attenzione dell’Io, facendogli passare di contrabbando la pulsione sotto al naso e tutto ciò per salvaguardare il sonno. In questo modo la psicanalisi ha svuotato il sogno delle sue presenze. Per Freud, il fine dell’interpretazione è riportare alla luce il desiderio del sognatore, liberato dalle deformazioni subite durante il “lavoro del sogno”. Il problema è che una tale interpretazione non rivela mai niente. L’interpretazione psicanalitica è carente nel ripristinare l’unicità del soggetto. Questo tipo di interpretazione è indirizzata non a ognuno, come le “chiavi dei sogni” ereditate dall’antichità, ma a chiunque, mentre il sogno, come ben sappiamo, non può essere di “una persona qualunque”.

24. Pur avendo preso in prestito molti concetti dagli onirocriti dell’antichità, soprattutto da Artemidoro di Daldi, Freud dimentica quello che, in Artemidoro, è l’essenziale:  non il linguaggio,non le funzioni corporee, ma la predittività del sogno. Infatti Artemidoro ritiene che l’interpretazione di un sogno debba necessariamente portare a una predizione.

25. Nel 1991 Jacques Montanger in “Sogno e soluzione di problemi” ha sostenuto con forza la capacità del sogno di risolvere i problemi della vita in stato di veglia: egli concepisce i meccanismi di formazione dei sogni come un insieme di processi cognitivi intensi e molto veloci. Tale concezione conduce a un totale cambiamento di prospettiva. Questa volta sono i meccanismi cognitivi del sogno ad essere oggetto di esame e non più le pulsioni affettive. Essa ha il merito di mettere in evidenza come, tutte le notti, l’essere umano passi un’ora e mezza a rimuginare su ciò che già conosce, a scomporlo per ricombinarlo ininterrottamente fino a concepire nuovi racconti che poi ripresenta a se stesso come percezioni.

26.  In moltissime tradizioni culturali, il sogno è un dispositivo divinatorio. Ci si aspetta che esso annunci gli avvenimenti futuri per il sognatore. Pronunciare una divinazione corrisponde a ricongiungerla alle sue radici culturali, alle sue divinità, ai suoi santi e ai suoi diavoli. Per interpretare il sogno di una data persona, bisogna disporre di un corpus mitologico di riferimento da cui attingere personaggi e miti.

27. E’ assai difficile  proporre “qualsiasi  significato” per  il sogno,  mentre invece la tendenza naturale è quella di ripetere concetti antichi. I corpus mitologici hanno dunque un’importanza fondamentale per l’interprete di sogni e non solo per sopperire a una sua mancanza di immaginazione. Costituiscono per lui una riserva di frammenti da assemblare.

28. In molte culture il sogno è soprattutto un’esperienza del nucleo dell’essere umano, della sua anima. La notte è l’occasione per un viaggio dell’anima e il sogno è il resoconto del suo percorso: anzi spesso si tratta di un’esperienza primaria,partecipazione attiva al destino del mondo. Nello Zohar sta scritto:“Non esiste nessun avvenimento al mondo che, prima di accadere,non sia stato annunciato in sogno”. Molti popoli temono che l’anima possa smarrirsi durante il sogno, oppure venire rapita da esseri onirici. Si tratta di un mondo in cui si ritiene che le malattie psicologiche o somatiche, incominciano nel profondo di un sogno:  incomincino per effetto di un sogno. Il sogno si rivela una prescrizione, origine di nuovi obblighi che l’interprete dovrà esplicitare e definire nelle loro modalità. Queste culture sono per la maggior parte di tipo sciamanico. In queste civiltà il sogno è ancor più che altrove un’esperienza soggettiva; il sogno costituisce in maniera esplicita un debito emesso nei confronti della realtà che bisogna onorare al più presto.

29. Non esistono da una parte il sogno e dall’altra la sua interpretazione, bensì un insieme costituito dalla loro unione. Un’interpretazione non è mai una spiegazione! Essa deve, al contrario, predire ciò che accadrà al sognatore, a lui soltanto.

30.  L’interpretazione di un sogno deve essere cercata nei suoi dettagli, più un’interpretazione è corretta e più numerosi sono i dettagli del sogno che riesce a integrare. L’interpretazione di un sogno è la costruzione di un mondo nel quale tutto quello che accade diviene naturale a posteriori.

31.  Il sogno è il sognatore, un concentrato della sua unicità. L’interpretazione si insedierà fra gli elementi costitutivi della persona e genererà idee nuove, nuovi sogni, a volte anche dopo alcuni anni. Per questo l’interpretazione del sogno è il sogno ed il sogno è essenzialmente interattivo, vettore di un legame promotore di relazioni umane,architetto dei pensieri diurni. Essendo il sogno un meccanismo atto a produrre legami, contiene in nuce la sua interpretazione: l’interprete è già presente, in ombra, nella trama del sogno.

32. Il sogno non può essere dunque rappresentazione del passato, è inevitabilmente prefigurazione dell’avvenire. Il “tempo del sogno” è necessariamente un tempo in cui si costruisce,in cui si formano o si consolidano delle strutture. Il tempo del sogno è quello di un costruttore. Il sogno inventa nuove strutture, è un instancabile creatore di mondi possibili. Dunque l’interprete di sogni è l’ostetrico dell’indomani.

33. Partendo dal sogno,l’interprete costruisce uno scenario,diverso da quello del sognatore, che arriverà, in fine, se l’interpretazione è corretta, a inglobare il resoconto del sogno. Dunque l’interpretazione costruisce uno scenario, propone un mondo possibile nel quale l’immagine del sogno, che a un primo sguardo sembrava fuori posto, si rivela perfettamente congrua. E’ sbagliato pensare, come sostiene la psicanalisi che il sogno sia innanzitutto l’espressione di una pulsione. E’ invece soprattutto pensiero che cerca di essere percepito dal sognatore; il sogno come laboratorio in piena attività, produce incessantemente nuovi scenari partendo dalle idee.

34.  Se il sogno lascia una traccia durevole nella memoria del sognatore, se è anche accompagnato da una sensazione di realtà, come se la persona non avesse sognato, ma vissuto per davvero quello che racconta, allora si tratta di una profezia, di un’informazione sul futuro, inviata, forse, da Dio.

35. Il problema  dell’interpretazione deriva  dal fatto che  esistono tanti elementi possibili in un sogno quante sono le idee nel mondo. E’ necessario conoscere tutto del sognatore, interrogandolo, però, il meno possibile. Poi è necessario definire con precisione il mondo culturale del sognatore, perché lo stesso elemento può assumere tutt’altro significato in una cultura diversa: è impossibile interpretare correttamente un sogno, se non si conosce il contesto culturale del sognatore.

36. Nella trama del sogno tutto è variabile,mobile,ogni cosa può esservi rappresentata: è possibile affermare che tutto quello che ci arriva dal mondo o da noi stessi possa trovarvi posto. Il sogno è vita. Il sogno traduce in racconto delle nozioni astratte. Ci si potrebbe chiedere come mai il sogno non si accontenti di enunciare con parole i pensieri logici che finisce col mettere in scena. Ciò avviene perché la trasposizione in racconto è il fine ultimo del processo onirico. Il fondamento dell’azione del sogno è la scomposizione sistematica dei contenuti di pensiero.

37. Perché  interpretare  un  sogno? Quali particolari vantaggi possono derivare da questo lavoro e a chi? Possiamo affermare che l’interpretazione fa avvenire il sogno. Senza interpretazione rimarrebbe un tentativo abortito, una versione fra mille altre, che continua ad essere riprodotta ancora e ancora, forse all’infinito.

Chi continua a fare lo stesso sogno è alla ricerca di un interprete di sogni!

38.  Anche se la maggior parte delle teorie psicanalitiche nega la predittività del sogno, l’interpretazione di uno psicologo funzionerà, in fin dei conti, come una predizione.

39.  Abbiamo già citato Michel Jouvet il neurobiologo che ha fornito l’ipotesi che il sogno paradosso avrebbe il compito di “re-inizializzare” il programma genetico delle cellule cerebrali. I sogni sarebbero dei momenti di riprogrammazione genetica dell’individuo. Questa ipotesi implica due premesse. La prima è che lo stato di veglia deteriora la programmazione iniziale così come distrugge le cellule usurate del resto dell’organismo. La morte delle cellule danneggiate, rimpiazzate da altre dotate del programma originale,impedirebbe la deriva genetica mantenendo l’integrità biologica dell’organismo. La seconda premessa è che l’identità biologica dell’individuo deve essere difesa come se la programmazione genetica prevedesse la tendenza naturale degli organismi viventi verso l’indifferenziazione,l’irresistibile attrazione verso il chiunque.

40.  Se il sonno paradosso costituisce uno degli strumenti che permettono la salvaguardia dell’individualità biologica, il sogno è probabilmente ciò che assicura la permanenza di un’identità mentale - di un sé. Il sogno lavora tutte le notti, infaticabilmente, alla tutela del sé.

41.  Gli antichi onirocriti avevano compreso che l’obbligo alla predizione era il mezzo per costringere l’interprete a dedicarsi all’identità specifica del sognatore. Oggi è difficile accettare i sottintesi teorici delle predizioni dell’antichità. La predizione è, oggi, più difficile da esporre. Non di meno essa è perfettamente compatibile con la tesi secondo la quale il sogno riassembla gli elementi frutto della scomposizione delle rappresentazioni mentali della vita in stato di veglia. I sogni producono dunque invariabilmente delle nuove combinazioni fra le quali si trova necessariamente quella che prenderà forma nella vita del sognatore in un futuro più o meno prossimo. Da questo punto di vista nel sogno sono presenti nuclei degli avvenimenti successivi. Sarà dunque proprio l’interpretazione che lo libererà dal suo carattere potenziale, che lo trasformerà in occasione o in avventura, che lo rivestirà di umanità, gli conferirà la sua plausibilità storica. Le interpretazioni sono, per così dire, le gambe dei sogni. L’interpretazione è quella parte del sogno che gli consente di realizzarsi. Per questo motivo nessuna interpretazione dovrebbe essereformulata in maniera diversa da una predizione. Quanto al sognatore, il fatto di sentirsi predire un certo fatto gli consente di appropriarsi del suo sogno, divenuto un frammento sintetico del suo avvenire.

42.  Se il sogno offre una nuova visione del mondo, chi non sogna si trova in balia delle fatalità. Questo perché gli studi di neuropsicologia del sonno evidenziano come certi sogni sono legati alla depressione. Sono quei sogni che non consentono di modificare prospettiva,che si accontentano di riprodurre il mondo così come lo si è visto il giorno prima, che dunque, probabilmente, non riescono a trovare una combinazione nuova tra il numero infinito di quelle possibili, sono tossici per natura. Alcuni depressivi particolarmente efficaci come le IMAO inibiscono il sonno paradosso e, di conseguenza,sopprimono la gran maggioranza dei sogni della notte. Un sogno che è soltanto una riproduzione della realtà tradisce l’incapacità di proporre una nuova combinazione: questo è un sogno a carattere depressivo.

43.  Secondo gli  antichi è  anche  possibile  prescrivere al sognatore delle azioni per cercare di capovolgere la sorte annunciata dal sogno. Sarebbe dunque possibile “riparare un sogno”. La procedura proposta consiste nel modificare la possibile interpretazione. Così, ad esempio, nell’Islam si raccomanda che l’interprete, addirittura prima di ascoltare il sogno, cominci con uno scongiuro:

“L’interprete deve dire a suo fratello, il sognatore: ”possa il tuo sogno rivelarsi

benefico”. Il Profeta, quando ascoltava il racconto di un sogno, diceva:Possa

questo sogno portarti qualcosa di buono,possa tu evitarne il maleficio; che sia

benefico per noi; malefico per i nostri nemici. Lodato Dio, signore dei mondi!

Adesso puoi raccontare il tuo sogno!”.

Scongiuri e suppliche mirano ad annullare la negatività del sogno. Così per annullare un sogno negativo, si può: a) far mostra di non vedere la sua negatività - ingannare il destino,per così dire; b) supplicare Dio di modificare il corso degli avvenimenti; c) agire direttamente sullo svolgimento della vita pronunciando delle formule tratte da testi di provata efficacia.

44. La tradizione ebraica e quella cristiana, di fronte a sogni cattivi consigliano di digiunare il giorno seguente: “Il digiuno è efficace contro un sogno cattivoquanto lo è il fuoco per un fuscello di paglia”. In ogni caso sembra, secondo gli antichi, che qualcosa nella natura dei sogni fa si che essi arrivino a condizionare la realtà, facendole perdere parte della sua aleatorietà. I sogni, definiti oggetti estranei nati nell’intimità della persona, una volta espressi alla luce del giorno si rivelano autori del suo percorso esistenziale.

45.  Il sogno non è altro un vapore mentale finché non acquista consistenza

attraverso la parola dell’interprete. In una celebre frase,  Rav ‘Hisda l’ha così definito: “Un sogno che non viene spiegato è come una lettera non letta” (Talmud Babilonese,Trattato Berakhot,55°). Senza interpretazione il sogno rimane lettera morta. La realizzazione del sogno, ciò che ne avverrà nella realtà, deriva dall’interpretazione. Bisogna ricordarlo al sognatore: il modo in cui verrà trattato il suo sogno influirà sul suo destino, forse addirittura lo condizionerà totalmente.

46.  In materia di interpretazione dei sogni,diffidate della verità:ne esiste più di una! Più interpreti ci sono, più sogni saranno contenuti in uno solo: non esiste un significato del sogno, ne esistono solo delle interpretazioni, questo perché la natura del sogno è quella di un mondo, un mondo in divenire. In fondo l’interprete è più importante del sogno e il mondo scaturito dal sogno avrà le caratteristiche dell’interprete. Così il sogno ci lascia intendere che la natura più profonda, più segreta di una persona dipende dall’altra.

47.  Secondo lo Zohar, l’interpretazione è come il sigillo di un giudice su una sentenza che fa si che essa abbia effetto. L’interpretazione è sempre un decreto di esistenza. Resta dunque valido il consiglio di non raccontare il proprio sogno al primo venuto perché l’interpretazione di un sogno coinvolge pensieri, teorie,pertinenze che immetteranno il sognatore lungo una rotta precisa. L’interpretazione è un potente timone.

48. A volte l’interpretazione può precedere il sogno: i cabalisti, alcune popolazioni primitive africane, l’Islam ma anche l’ebraismo ritengono che Dio e gli angeli possono rivelarsi in sogno. Il soprannaturale tuttavia non può discendere nel mondo tal quale e per questo assume la forma del sogno. Quello che si può desumere da queste modalità di consulto è che, a certe condizioni: 1) è possibile provocare un sogno; 2) è possibile convocarvi degli esseri; 3) è possibile porre loro delle domande che possono essere di carattere religioso ma riguardare anche la vita quotidiana del sognatore o della sua famiglia; 4) le domande possono riferirsi anche ad altra persona; 5) quindi si può sognare anche al posto di un altro.

49. Alcune  caratteristiche  del sogno rendono problematiche le classificazioni: a) il sogno è necessariamente un’illusione; b) il sogno essenzialmente interattivo. Psicoanalisti e neuropsicologia, che cercano entrambi di afferrarlo, inseguiranno lungamente una chimera. Il sogno non è oggetto ma costruzione, affermazione, ipotesi alla ricerca di un messaggero. Il sogno ha una caratteristica assodata: quella di dare origine ad un legame e, spesso, ad un conflitto. Per questo è stato anche usato per dimostrare l’esistenza di svariate divinità e considerato uno spazio nel quale i demoni possono agire..

50. Cercando di dare una classificazione ai sogni, distinguo in “effervescenze”(sogni che non hanno bisogno di essere interpretati); “segnali” (che informano dell’imminenza di un avvenimento, pericolo,malattia…); “vettori”(che mettono in contatto il sognatore con esseri, forze, elementi ai quali egli non può accedere in stato di veglia).

51. Tra i sogni “effervescenze” considero un sogno che è manifestamente la copia conforme di una realtà, tra quelli “avvertimento” considero tutti i sogni che sono carichi a livello emotivo: quando si provano stati d’animo profondi e questi perdurano al risveglio, questi vanno sempre intesi come avvertimenti. Quando ad esempio si sogna che vengono smarriti la borsetta, il portafoglio, oppure i documenti di identità o di viaggio, si tratta della percezione del pericolo legato a un importante cambiamento nella vita della persona, cambiamento al quale essa si rifiuta di prestare attenzione. In casi simili l’interprete può limitarsi a porre una domanda: “Sta per verificarsi uncambiamento importante nella tua vita?”. Tra i sogni di avvertimento inserisco anche alcuni sogni a sfondo sessuale: l’amore e la sessualità sono il teatro quotidiano della reciprocità. Sogni adolescenziali in cui si prova orgasmo con persone sconosciute sono da considerarsi “effervescenze”. Il sogno, nel suo stesso spazio, lascia che la sessualità si manifesti liberamente.

52.  Ci sono anche sogni che non riguardano il sognatore e sono i sogni fatti da capi - capofamiglia,capi di organismi sociali, partiti, sindacati ecc. - Quando l’autore del sogno occupa una di queste posizioni, la prima pista alla quale  si  deve spontaneamente far riferimento nell’interpretazione è quella dell’attività professionale.

53.  Ci sono poi i sogni “visitati dai morti”. Le credenze riguardo ai morti son diverse: 1- la morte è una nuova forma di vita, in un luogo diverso dal mondo comune; 2- una volta deceduto, lo scomparso intraprende la sua nuova esistenza da morto; 3- è raro che i morti vengano onorati per più di due o tre generazioni; 4- in alcune culture gli antenati possono continuare ad evolvere fino ad essere considerati divinità.

54. Esclusi dalla vita cosciente, i defunti non smettono di visitare i sogni. Possiamo affermare che il sogno è il terreno privilegiato dei morti. Quando appaiono in sogno i morti vengono ad esigere che venga ristabilito un ordine dal quale si attendono vantaggi nel loro mondo. Quando un morto ritorna in sogno, sappiamo che ciò avviene per ristabilire un ordine. I morti tranquilli danno qualcosa ai vivi; quelli insoddisfatti, deceduti in un brutto modo, mal sotterrati o senza funerali, i morti maltrattati, o, a volte, trattati contrariamente quanto prescritto dalle loro tradizioni, vengono ad esigere dai vivi ciò che è a loro dovuto. I morti appaiono nei sogni dei loro discendenti soprattutto per risolvere i problemi legati alla loro successione. Occorre essere prudenti nel formulare l’interpretazione.

55. Da Artemidoro a Freud, tutti gli onirocriti hanno notato che i morti appaiono tanto frequentemente nei sogni da far pensare che questi siano fatti appositamente per accoglierli. Gli antropologi del diciannovesimo secolo (Frazer,Tylor) avevano immaginato che l’idea dell’anima fosse venuta agli uomini per spiegare l’apparizione di persone assenti nei sogni, soprattutto di quelle morte. Sognare i morti è una buona cosa, ancor più quando essi offrono qualcosa di buono ai vivi. Quando invece la loro presenza deve essere dedotta, all’interpretazione dovrà unirsi una raccomandazione indirizzata al sognatore, riguardante la necessità di riordinare questioni che bisognerà chiarire ogni volta.

56. Infine alcuni sogni dove appaiono persone morte conducono a delle vere e proprie predizioni, predizioni che talvolta è impossibile riferire. E’ cosa frequente che i sogni in cui si passa una frontiera, si presentano i documenti ad un doganiere, bisogna dare spiegazioni a un portiere che nega l’ingresso in uno stabile, ci sono delle formalità da espletare all’entrata di un ufficio amministrativo ecc, annuncino la morte di una persona vicino al sognatore.

57. Invece i sogni in cui ci si ritrova nudi sono frequenti e Freud li leggeva come espressione di un desiderio esibizionista. Si tratta con ogni evidenza di sogni di sfida. Il sogno di nudità è il condensato di tre idee fondamentali: 1) un’ammissione - “sono nudo,cioè privo di conoscenze, cioè di merito”; 2) una sfida - “ma io mi presenterò come se fossi vestito,adorno di virtù; 3) una decisione  - “e manterrò questa posizione”, cioè di fronte agli altri fingerò. Chi ascolta il racconto di questi sogni percepisce la nudità del sognatore, cioè la sua lacuna, ma, per mezzo della stessa interpretazione, gli offre un vestito - una conoscenza, una consapevolezza di sé, una consistenza. L’interpretazione di un sogno di nudità non può essere che: “Sognatore, trovati un maestro!” Trovati colui che, vedendoti nudo, accetterà di vestirti.

58. Gli abiti rappresentano la cultura sapendo che l’essere umano viene al mondo nudo e si riveste di linguaggio, costumi, conoscenze di persone e cose trasmessegli dal suo ambiente. Quando una giovane donna, abitualmente riservata, spesso infagottata in vestiti troppo accollati, sogna di danzare nuda sotto la pioggia, si può temere l’insorgere di un episodio psicotico.

59. Il sogno è azione, messinscena, avvicendamento. Il sogno è un moto continuo. I numeri, in sogno, sono spesso frazioni di vita.

60. Alcune domande che possono aiutare a comprendere un sogno sono: “Chi?” Del sognatore bisogna conoscere tutto quanto è possibile. La domanda “Chi?” concerne anche i personaggi che compaiono nel sogno. La seconda domanda è “Per chi?”. Per chi è questo sogno? Bisogna tenere a mente che non sempre riguarda l’autore del sogno. Costui può essere vettore, depositario, o anche messaggero. Tali sono spesso i sogni in cui compaiono i morti, come se essi fossero comparsi per incaricare la persona di trasmettere un invito, un’informazione, una raccomandazione. L’ultima domanda “Cosa?”, si riferisce agli oggetti presenti nel sogno. Bisogna prestare la massima attenzione agli oggetti visti,citati o derivanti dal sogno.

 

 CONCLUSIONI

 

Il sogno è come la sessualità, una presenza costante che continua indefinitivamente a ricordarci le nostre radici istintuali. Il sogno è una fortuna e un’opportunità. Il sogno ti identifica. Il sogno lavora ogni notte, instancabilmente, alla salvaguardia del Sé. Se credi a Dio o al diavolo, puoi incontrarli lì; e se non ci credi, puoi dialogare con il tuo nucleo biologico, in altre parole con il tuo creatore.

Il sogno è un appuntamento quotidiano con i tuoi veri padroni. Il sogno ha bisogno dello sguardo di un’altra persona. Esso ti permette anche di ricevere dei messaggi che non si trovano in questo mondo. Perché porti a termine il suo compito, un sogno deve essere interpretato, ma nessun sogno può essere interpretato dal suo autore, perché il sogno si realizzerà prendendo il via proprio dalle parole dell’interprete: tale è colui a cui lo racconterai, così si realizzerà il tuo sogno.

L’interpretazione, poi,  è sempre una predizione. Con un unico gesto, descrive ed intesse un destino.

 

 

 

a cura di Giuseppe Fojeni

gennaio 2013

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 08 giugno 2014 )
 
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