Paolo Cozzaglio: Psichiatria intersoggettiva. FrancoAngeli, 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Bozzola   
sabato 28 giugno 2014

 

Recensione

 

Paolo Cozzaglio: Psichiatria intersoggettiva. Franco Angeli, Milano 2014

 

 

Paolo Cozzaglio è medico psichiatra e primario presso comunità terapeutiche per il trattamento di patologie psichiche di varia gravità. Socio fondatore del CEPEI (Centro di Psicologia Evolutiva Intersoggettiva), ne è stato presidente e continua a svolgervi ruoli rilevanti; è inoltre socio SIPRe (Società Italiana di Psicoanalisi della Relazione).

 

L’autore traccia una breve storia delle origini e dello sviluppo del pensiero intersoggettivo nei contesti teoretici di matrice psicologica e psichiatrica. Facendo propria la posizione di Silvia Montefoschi, Cozzaglio ci accompagna nell’esame dei differenti stili di interdipendenza che possono avere luogo tra gli individui, giungendo infine a definire la categoria della intersoggettività quale modalità privilegiata di interazione. Una parte seguente del volume è dedicata ad osservare il ruolo svolto dalla relazione nell’ambito diagnostico: sono qui descritti con attenzione e profondità di esperienza i diversi tipi di relazione che si instaurano in caso di patologia nevrotica, borderline o psicotica.

 

Dal punto di vista della finalità terapeutica, l’autore propone una interessante meditazione sul ruolo del farmaco, osservandolo nella sua qualità di oggetto transizionale. La terapia non si attuerebbe soltanto per il tramite delle proprietà farmacologiche possedute da ciascun preparato, quanto piuttosto per mezzo di un agire complesso di cui il farmaco entra a far parte in qualità di testimone vicario della relazione che intercorre tra paziente e terapeuta. Una relazione nel cui corpo l’esercizio della funzione riflessiva, intesa quale capacità di comprendere e di rielaborare i vissuti di malattia e i loro significati, assume un ruolo decisivo ai fini dell’esito.

 

Dunque lo psicofarmaco e la psicoterapia (Cozzaglio ritiene questa ultima utilmente applicabile anche ai pazienti gravi), insieme con le altre tecniche di supporto abitualmente impiegate nei moderni luoghi di cura, travalicano le loro nature strumentali intrinseche per contribuire a comporre una strategia imperniata sulla qualità di una relazione paziente–terapeuta che presuppone la pratica della funzione riflessiva, il conseguente riconoscimento del ruolo dell’Altro e quella tensione evolutiva volta al nuovo che mira verso la guarigione. Anche su questo ultimo punto – sulla guarigione in ambito psichiatrico – l’autore svolge alcune considerazioni che sono rilevanti per una più precisa focalizzazione dell’obiettivo ultimo dell’agire terapeutico.

 

Questo di Paolo Cozzaglio è un libro chiaro. Lo è in quanto dichiara e definisce inequivocabilmente la posizione teoretica dell’autore tra le tante che compongono il variegato panorama della psichiatria contemporanea. Cozzaglio non si pone estremisticamente contro l’impiego dell’una o dell’altra tecnica nel trattamento della patologia psichica, poiché il suo interesse consiste nel sottolineare la rilevanza della relazione intersoggettiva, la quale egli ritiene dovrebbe costituire parte integrante di qualsivoglia intervento realmente terapeutico.

 

Il libro è chiaro anche perché, contenendo numerosi stralci di casi clinici, palesa la propria natura di testimone della lunga esperienza clinica dell’autore, del quale lascia altresì percepire il robusto background culturale, ampiamente esuberante rispetto al mero ambito specialistico.

 

Un ulteriore motivo di leggibilità del testo discende dalla chiarezza della sua finalità, consistente nel suggerire la prospettiva di una definitiva soggettivizzazione del paziente, in un rapporto che diviene realmente terapeutico proprio per mezzo del riconoscimento e della accettazione della natura e del ruolo propri a ciascun protagonista del processo di cura. Questo processo è ritenuto necessario in quanto essenziale al fine dell’instaurarsi della funzione riflessiva, che deve coinvolgere entrambi i protagonisti della relazione terapeutica. Si tratta dunque di uno scritto che attraversa teoria e prassi per costituirsi strumento di quotidiano pensiero - ed auspicabilmente di altrettanto quotidiana applicazione - per tutte le figure a diverso titolo chiamate a confrontarsi professionalmente con la patologia psichica.

 

 

a cura di Mauro Bozzola

 

 N.B. Il libro verrà presentato giovedì 22 Gennaio 2015 ore 20:00

Centro SIPRe Milano (via Carlo Botta 25 - MM3 Porta Romana)

 


 

 

Paolo Cozzaglio

PSICHIATRIA INTERSOGGETTIVA

dalla cura del soggetto al soggetto della cura

 

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Parlare di psichiatria ha, ancor oggi, un rimando automatico alla follia e ai fatti di cronaca nera. La paura e il senso di minaccia che il malato psichiatrico ha sempre destato nella collettività ha portato alla nascita del Manicomio, luogo di segregazione della pazzia. Il superamento dei manicomi e l’adozione del modello di comunità terapeutica non hanno però evitato l’esclusione della follia dalla vita comune e dai normali rapporti del vivere sociale

Questo libro ci propone un percorso per avvicinarci alla malattia mentale, invece di allontanarla con angoscia, e così riscoprire – paradossalmente – che nella follia si può riconoscere il proprio essere Soggetto, se si comprende che la malattia è esperienza comune legata al vissuto di passività che si sperimenta nella vita.

I luoghi, i percorsi, i pensieri della psichiatria vengono riconsiderati dall’autore per ricondurre il Soggetto al centro del processo di cura, quale centro epistemico che indirizza alla guarigione. Il Soggetto, come essere umano in costante dialogo con l’alterità, e non più monade individuale nel suo separato isolamento egoico.  Il  Soggetto, che in dialogo intersoggettivo con l’altro Soggetto, può superare  la passività della dipendenza e la paura della perdita della propria identità, che sono sempre stati i motivi della diffidenza verso la malattia mentale.

 

Psichiatria intersoggettiva è allora quel “pensare psichiatrico” che invece di preoccuparsi soltanto della cura del soggetto, promuove nel paziente il divenire Soggetto della cura.

Il libro si rivolge a tutti coloro che operano nel campo della salute mentale: psichiatri e operatori dei servizi sociali, psicologi, psicoterapeuti, medici, infermieri, educatori.

 

puoi acquistarlo direttamente sul sito di FrancoAngeli o in libreria

 

 

Ultimo aggiornamento ( sabato 28 febbraio 2015 )
 
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